In questo libro, il viaggio non è raccontato come fuga né come collezione di luoghi, ma come processo interiore.
Un attraversamento lento che cambia lo sguardo, il corpo, il tempo, fino a lasciare un segno che resta anche quando si torna.
Ogni capitolo è una tappa invisibile: la partenza, l’incontro, il silenzio, lo spaesamento, la bellezza imperfetta e il ritorno come secondo viaggio.
Perché non si parte mai per andare lontano.
Si parte per tornare diversi.
Dentro e fuori.